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1 luglio 2013

L'ABC del Cucito

7 commenti:
Rieccoci con la nostra "rubrica" dedicata al cucito.. a dire la verità è anche l'unica rubrica che ho.

Vi ricordate de "L'Enciclopedia della Donna"?
Ne ho parlato qui, quo e qua.

L'argomento di oggi riguarda gli strumenti del mestiere.

°*§§*°

 
Ecco per la "aspirante sarta" un completo prontuario che comprende tutto ciò che deve sapere (e avere, e fare) per impostare bene il suo lavoro. Anche la donna di casa troverà qui moltissimi consigli indispensabili.

GLI "ARNESI" DI LAVORO

Questi sono gli "arnesi" di cui dobbiamo munirci prima di cominciare a lavorare.
Un paio di forbici piuttosto grandi, con una punta arrotondata e l'altra acuminata. Durante il taglio la punta arrotondata resterà sotto il tessuto, scivolando più facilmente sul piano del tavolo.
Un paio di forbici piccole, utilissime nel caso che dobbiate scucire qualche parte del lavoro già fatto.
Un centimetro flessibile di buona qualità.
Una riga centimetrata, in legno lunga circa 80-100 centimetri.
Carta velina bianca, da modelli.
Una rotella segna-carta con la quale tracciare visibilmente dei fori che incidano anche il foglio sottostante (per ridurre modelli).
Una matita morbida e bene appuntita.
Un ditale un po' arrotondato, possibilmente in acciaio.
Un gessetto da sarta.
Una scatoletta di spilli di acciaio a punta sottile.
Aghi di varie dimensioni e grossezze, a secondo dell'uso cui sono destinati. per imbastire occorrono aghi piuttosto lunghi, per fare gli orli sono più adatti quelli corti. Il numero medio è l'8.
Ricordate che a numeri alti corrispondono aghi più sottili e corti, e a numeri bassi corrispondono aghi più grossi e lunghi: un ago numero 8, per esempio, è più grosso di un ago numero 10.

LE STOFFE

Otto cose da ricordare.

- Le stoffe di lana prima di essere tagliate devono restare per qualche ora avvolte strettamente in un panno bagnato, quindi saranno ripassare leggeremente dal rovescio con un ferro tiepido.
- Le stoffe di cotone devono essere immerse nell'acqua per qualche ora, asciugate e poi accuratamente stirate: non capiterà così che gli indumenti confezionati si restringano alla prima lavatura.
- Se la stoffa ha un disegno di fiori o comunque una fantasia ben definita, ricordate che le figure non devono mai apparire capovolte.
- Il velluto non va tagliato doppio,  il pelo deve andare verso l'alto.
- Se la stoffa è a quadri o a righe, cercate, quando è possibile, di far combaciare i quadri o le righe sulle varie cuciture.
- Quando acquistate stoffe quadrettate o a righe di diversi colori, tenete conto di quanta stoffa si perde per far combaciare i disegni e abbondare un po' nel metraggio.
- I vari pezzi devono essere ricavati sempre nel senso della lunghezza, seguendo cioè l'ordito del tessuto.

... E altre cinque

La trama costituisce l'altezza del tessuto, che può variare da 70 a 160 centimetri giungendo fino a 240 centimetri nella tela per biancheria.
Se una pezza di stoffa è alta 90 centimetri, significa che la stoffa misura 90 centimetri fra una cimosa e l'altra.
L'ordito segue la lunghezza della stoffa.
La cimosa è una finitura laterale del tessuto per impedire che esso si sfilacci.
Il dritto filo di un tessuto è la direzione che segue l'andamento della cimosa. Quindi tagliare in dritto filo significa tagliare un tessuto parallelamente alla cimosa, seguendo l'ordito.
Lo sbieco di un tessuto è la linea che taglia diagonalmente la stoffa piegata ad angolo retto.

IL FILO

Il filo deve essere sempre adatto al tipo di tessuto e al tipo di cucitura per il quale viene adoperato. Di solito si cuce con un filo di cotone, seta o nylon.

Il filo di cotone - Per cucire, sia a mano che a macchina, stoffe di cotone, lana, canapa, lino si usa il filo di cotone. Generalmente si usa il cotone numero 40 o 50. Il numero 60 serve per le camicie e la biancheria di cotone molto fine. Per attaccare i bottoni delle giacche e dei cappotti si adopera il cotone numero 16.
Ricordate, quando comprate del filo, che quanto più il numero è basso tanto più il filo è grosso: il cotone numero 16 è molto grosso, il cotone numero 60 è sottilissimo.
Anche per imbastire si usa il filo di cotone: si tratta di un filato speciale, floscio, a lenta torsione, fabbricato appositamente a questo scopo.
Il filo di seta - Per la biancheria e i vestiti di seta (o altri capi confezionati con tessuti molto delicati) si usa la seta sottile. Per le impunture di guarnizione (come quelle che si fanno sui cappotti sportivi, o gli impermeabili) o per fare gli occhielli di giacche e cappotti, si usa la seta numero 3.
Il filo di nylon - Il filo di nylon si usa esclusivamene per cucire i tessuti di nylon.

QUATTRO COSE DA SAPERE SUL FILO

- Il nodo per fermare il filo all'inizo del lavoro deve essere solido e piccolissimo. Si ottiene arrotolando il filo tra il pollice e l'indicedella mano. Fate seguire al nodo qualche punto più fitto, perché il lavoro non si allenti all'inizio.
- La gugliata (ossia la quantità o tratto di filo che si usa di volta in volta per cucire) deve essere sempre piuttosto corta (60-70 centimetri circa), altrimenti si aggroviglia. Se per terminare il lavoro vi mancano solo uno o due punti e il filo è quasi finito, potete trattenerlo sulla cruna dell'ago con un piccolo cappio.
- Il taglio del filo deve essere fatto sempre con le forbici, perché stappandolo si indebolisce. E' bene che il nodo venga fatto in corrispondenza del capo appena tagliato dal rocchetto, perché quella parte è la più resistente.
- Il colore del filo per cucire deve essere sempre di tonalità leggermente più scura di quella del tessuto; in tal modo le cuciture si "amalgamano" cioè si confondono meglio al colore di fondo.

Immutati da secoli, i semplici strumenti del lavoro di sartoria si ritrovano oggi nel corredo della donna moderna.



Tratto da:
Enciclopedia della donna
1963 - Fratelli Fabbri Editori - Milano
Volume II - Pagina274

°*§§*° 

A dire la verità il mio kit di cucito comprende anche degli altri "arnesi", ma ve ne parlerò più avanti....
 



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11 aprile 2013

Dolcetti in feltro e pannolenci... passo a passo.

47 commenti:
A grande richiesta pubblico la ricetta dei dolcetti in feltro e pannolenci.

§§ Ingredienti §§

Glue gun.


Forbice per finiture a zig-zag.


Ago.
Filo da ricamo in colori assortiti.
Forbice da ricamo.


Filo di cotone o sintetico. 
Aghi sottili (per le perline).
Ditale.


 Pannolenci 
(in questo tutorial vi mostrerò un dolcino tutto rosa).


Feltro per la base della tortina... quindi color pasta frolla.


Imbottitura in poliestere.
Perline assortite.


§§ Procedimento §§

Con l'aiuto di un piattino o comunque di una forma tonda...


... segno un cerchio sul feltro


molto cialtronescamente con la penna


poi lo ritaglio con la forbice a zig-zag.


Fisso saldamente il filo e faccio una filza a circa un centimetro dal bordo


Arrivata a metà arriccio e fermo il punto.
Poi riprendo fino al termine del giro


Ecco la tortina vuota


Prendo un'altra forma tonda... più grande.


E questa volta segno il pannolenci.


Con ago e filo faccio la filza ed arriccio...


... inserisco il poliestere,


chiudo saldamente formando un cuscinetto.


Metto la colla a caldo nella base e 


ci fisso sopra il cuscinetto


Decoro con del pannolenci in tinta o in contrasto rifinendo a punto festone (questo magari fatelo prima di fissare il cuscinetto alla tortina).


Ora confezioniamo una meringhetta.
Preparo un cerchietto di pannolenci 
(io taglio a occhio, e si vede.. voi fatelo meglio che siete più brave!).


 Taglio in corrispondenza dei quattro punti cardinali


e poi altri quattro tagli fino ad arrivare a otto complessivi.


Li rifinisco in questo modo


Fisso il filo con un nodino e un punto.


Poi, partendo dal primo, entro nelle punte dei petali (o raggi) nel modo che vedete in foto.
Dall'esterno verso l'interno e dalla parte stondata verso la parte diritta.


Chiudo la meringhetta, ci metto un po' di imbottitura e saldo.
Copro i punti con una perlina


Così colgo l'occasione per mostrarvi il mio vaso di perle che (forse) un giorno userò...


Incollo con la glue gun la meringhetta al dolcino (o la fisso con un punto nascosto)


Con ago e filo fisso delle perline per fare gli zuccherini

Facciamo un'altra decorazione: una caramella a due colori.
Prendo due strisce di pannolenci, le incollo prima una sull'altra


e poi, mettendo poco attaccatutto, arrotolo la caramella su se stessa.


Ecco qua


 La incollo al dolcino.


E, per finire, concludo con un "biscottino" di feltro tagliato a forma di cuore.


Ecco fatto!
Per ora vi saluto...
Grazie ragazze per i messaggi e per i commenti!
Risponderò a tutte appena posso!

°*§§§*°

Aggiornamento

Il dolcino che ho proposto in questo tutorial è formato da una "tortina" di feltro che ha un diametro di circa 13 centimetri.

Per fare un dolcino più piccolo, che copra il tappo di un vasetto di omogeneizzato


basta un diametro di circa 9 centimetri (che io ricavo da un bicchiere).


Quello più grande l'ho attaccato (sempre con la glue gun) su un barattolone del miele.
Che ora è diventato un porta caramelle (di Cars, tanto per cambiare).


Presto pubblicherò delle foto del compleanno di Edoardo.
Visto che io non ho avuto il tempo materiale di scattarle (sono tonta? Si... lo so) ho chiesto a chi ne aveva fatte di spedirmele. Stay tuned che arrivano!


§§§

Con questo post partecipo alla 
di Alex

§§

 Con questo post partecipo al 1° Linky Party "My Home"

§§§

Con questo post partecipo al Contest
Il Progetto più Kreattivo
di Kreattiva in collaborazione con Scrappappero

§§*§§


Linky Party 2013

°§°

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7 febbraio 2013

Gli Orli

2 commenti:
Dite la verità!
Pensavate che avessi dimenticato la "rubrica"...???

Noooo!

Eccoci qua con gli orli.

§§§

Esistono numerosi metodi per orlare i capi di biancheria e di vestiario, a seconda della stoffa con la quale sono confezionati e dell'uso a cui sono destinati.
Possiamo riunire i vari orli in tre grandi gruppi: quelli a macchina, quelli a mano, quelli ricamati.
Vedremo ora come si eseguono alcuni degli orli più semplici, che vengono di solito impiegati nella confezione degli indumenti e dei vari capi di biancheria di uso corrente.

Orlo a macchina

L'orlo cucito a macchina è, tra tutti, il più semplice e sbrigativo. Per eseguirlo, si piega una prima volta il tessuto a un'altezza di circa 3 millimetri, poi si fa una seconda piegatura, che avrà l'altezza dell'orlo desiderato: lo si ferma con un'imbastitura e infine lo si cuce a macchina. L'altezza dell'orlo varia a seconda del tessuto che si ha a disposizione e dell'effetto che si vuole ottenere.
In genere si rifiniscono con l'orlo a macchina i lenzuoli di uso corrente, gli strofinacci, i grembiuli e ogni altro capo senza pretese di eleganza che non si deve sfilacciare e deve risultare molto resistente.

Orli semplici a mano

TESSUTO LEGGERO - L'orlo a mano più semplice si esegue piegando e imbastendo il tessuto come se lo si dovesse cucire a macchina, con la differenza che viene cucito a punto nascosto. Esso è adatto soltanto a tessuti leggeri. In caso di tessuti pesanti, ci si regola in maniera diversa a seconda del tipo di tessuto.



TESSUTO PESANTE - Nel caso di tessuti pesanti, il cui orlo non può essere ripiegato due volte perché risulterebbe troppo spesso, prima di fermare l'orlo si deve rifinire il tessuto in modo che non si sfilacci, procedendo in modo diverso, a seconda del tipo di stoffa.
Se la stoffa ha una trama fitta, può essere rifinita con un sopraggitto a punti regolari; terminata questa rifinitura, si ripiega il tessuto in modo da ottenere l'orlo all'altezza desiderata, si imbastisce, poi si ferma a mano con un punto nascosto.


Nel caso si dovesse lavorare invece un tessuto pesante ma a trama larga, è meglio procedere nel modo seguente: sul diritto dell'indumento a pochi millimetri dal bordo, si cuce a macchina una treccia o un passafilo di seta o di cotone, badando a non tenderlo troppo per non arricciare la stoffa. Si rivolta poi il tessuto all'altezza desiderata, lo si imbastisce e lo si cuce a punto nascosto o a punto strega. Questi orli vengono di solito usati per rifinire capi di biancheria e anche abiti, se vengono foderati.




L'ORLO CON SBIECO RIPORTATO - Nel caso di abiti sfoderati è consigliabile ricorrere a una striscia di fodera dell'altezza di un paio di centimetri, tagliata in sbieco. Si cuce a mano o a macchina un lato della striscia sul diritto dell'indumento a qualche millimetro dal bordo, poi la si rivolta verso il rovescio imbastendola perché stia ben a posto, si ripiega il tessuto formando l'orlo dell'altezza desiderata, lo si imbastisce e lo si cuce come un orlo normale, a punto nascosto.
In questo modo il rovescio del vostro indumento assumerà un aspetto perfettamente ordinato.



Tratto da:
Enciclopedia della donna
1963 - Fratelli Fabbri Editori - Milano
Volume I - Pagina138

***

E, se ce ne fosse il bisogno, questa è la riprova che ancora non sono riuscita a combinare molto (a parte i post in bozza che non vi posso ancora mostrare perché i regali non sono stati consegnati).

Al lavoro questo è un periodo particolarmente impegnativo.
Purtroppo tutta una serie di problematiche (legate a norme scritte con i piedi)  mi tengono occupato il cervello anche quando esco dall'uffiio e non riesco a dedicarmi alle attività "creative" come vorrei.

Senza contare che la casa reclama e ora che ci sono devo dedicarmi alle pulizie.. e non dimentichiamoci della stanza del Craft, ovvio.

Anzi. Mi sta aspettando proprio adesso. Non prima di una bella tazza di caffè.
Che mi devo tirare un pochetto su!

Ah.. ricordatevi del Giveaway!

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